top of page

Tartufo bianco

Gourmet

Quando la terra comincia a profumare

„Certi tesori si portano a casa avvolti in un panno a quadretti. Pesano poco e riempiono una stanza intera.”

La dolce vita

Di primo mattino, nelle Langhe. La nebbia si adagia negli avvallamenti tra le colline, morbida come lana non ancora filata. Foglie sotto gli scarponi, umide e scure, pioppi, querce, noccioli. Davanti, il cane, con il naso rasoterra. Poi una sosta, un raspare, una parola sussurrata in dialetto. Il trifulau si inginocchia, scosta la terra con le dita, con delicatezza, strato dopo strato. E prima ancora che il tartufo affiori, il suo profumo sale: sottobosco, miele, un accenno d’aglio, qualcosa di caldo, di profondo, che sfugge a ogni descrizione. Il Tartufo Bianco d’Alba.

A pochi chilometri di distanza, la città si sveglia. Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, ogni fine settimana Alba gli appartiene. Per la 96ª volta la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco apre le porte, e il suo cuore batte nel Cortile della Maddalena, in pieno centro storico: il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco. Sotto campane di vetro, i tartufi riposano su tessuti a quadretti, chiari, terrosi, irregolari come ciottoli di fiume. Ognuno è stato esaminato da una commissione di qualità prima di passare di mano. I trifulau accanto ai commercianti, i vignaioli accanto agli chef, e in mezzo persone che annusano un tartufo a occhi chiusi. Il profumo attraversa il cortile, raggiunge la Via Maestra e ti accompagna per mezza città.

Fine Dining

Fine Dining

Poi comincia l’assaggio.

L’analisi sensoriale: una scuola del naso. Qui si impara a riconoscere un grande tartufo: dalla consistenza, dalla maturazione, dagli strati del suo aroma che si schiudono uno dopo l’altro.

Gli show cooking: chef rinomati ai fornelli, il tartufo sempre crudo, affettato in veli sottilissimi su qualcosa di semplice, di caldo. Burro, uovo, pasta. Di rado gli serve altro.

La grande Enoteca di AIS Piemonte: vini di Langhe, Roero e Monferrato, versati dai sommelier. Nebbiolo, Barbaresco, Barolo, insieme al fine perlage dell’Alta Langa.

Nel bosco con il trifulau

La storia più bella la scrive il bosco. Un trifulau e il suo cane, un sentiero tra le Langhe, un sapere che qui si tramanda da generazioni, di padre in figlia, di nonno in nipote. I posti buoni restano segreti di famiglia. Si cammina piano, si osserva, si aspetta, si segue un fiuto mille volte più fine del proprio. E quando il cane all’improvviso si ferma, tutto il bosco trattiene il respiro.

E dopo: Barolo.

La Morra, Barolo, Monforte d’Alba, Serralunga. I grandi nomi sono a breve distanza da Alba, collina dopo collina, i filari giallo oro e rosso ruggine in ottobre. Una degustazione privata presso un produttore selezionato, la cantina fresca, il vino granato nel calice, al naso rosa, catrame e ciliegia essiccata. A pranzo tajarin al burro, i sottilissimi nastri di pasta piemontesi, gialli come il tuorlo, con tartufo bianco appena affettato, che nel calore del burro sprigiona il suo profumo. Un piatto, un calice, un lungo pranzo.

Vivere l’autunno nelle Langhe significa osservare un paesaggio maturare: nel calice, nel piatto, sotto le foglie.

LA COMPOSIZIONE

L'essenza del viaggio.

  • Tartufo bianco, grandi vini e cultura autunnale del Piemonte.

  • Alba e le Langhe, Piemonte: La Morra, Barolo, Monforte d’Alba, Serralunga.

  • Un itinerario del gusto curato nella stagione del tartufo: dal Mercato Mondiale di Alba ai boschi delle Langhe, fino alle cantine dei produttori di Barolo.

    • Visita al Mercato Mondiale del Tartufo Bianco nel Cortile della Maddalena
    • Analisi sensoriale del tartufo e show cooking con chef rinomati
    • Ricerca del tartufo con un trifulau e il suo cane nei boschi delle Langhe
    • Degustazione privata di vini presso un produttore selezionato
    • Pranzo con tajarin al burro e tartufo bianco appena affettato
  • Terroso · ricco di gusto · caldo d’autunno

  • Buongustai, appassionati di vino, clienti privati, piccoli gruppi e viaggiatori individuali esigenti che amano le tradizioni vissute.

  • Un concept di viaggio premium curato attorno a un evento stagionale. Ideale per prenotazioni su misura nei fine settimana della fiera, da ottobre a dicembre 2026.

PERCHÉ QUESTO

VIAGGIO RAFFORZA

IL TUO RUOLO

DI TRAVEL DESIGNER

VENDI UNA STAGIONE.


Il tartufo bianco cresce spontaneo e la sua stagione è soltanto l’autunno. Nove fine settimana, una finestra che la natura stessa stabilisce.

OFFRI UN’ESPERIENZA DEL GUSTO CHE VA IN PROFONDITÀ.


Mercato, bosco e cantina raccontano la stessa storia da tre prospettive. I tuoi ospiti la annusano, la assaporano e la comprendono.

APRI PORTE.


Il trifulau che condivide i suoi sentieri, il vignaiolo che versa il vino di persona: incontri che nascono da relazioni personali.

CREI UN MOTIVO PER VIAGGIARE FUORI STAGIONE.


Ottobre e novembre diventano il periodo più desiderato, anche per i clienti che finora hanno prenotato l’Italia in estate.

Marbles2_silver_ScratchedPinkShell.jpg

good to know

Che cos’è un trifulau?


È il nome del cercatore di tartufi nel dialetto piemontese. Si inoltra nei boschi con il suo cane appositamente addestrato, perlopiù nelle prime ore del mattino. Dal 2021 la cerca e cavatura del tartufo in Italia fanno parte del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Che cosa rende il tartufo bianco così prezioso?


Il Tuber magnatum Pico cresce esclusivamente spontaneo, tra le radici di pioppi, querce, tigli e noccioli. Il suo aroma è volatile: per questo si serve crudo e si affetta sul piatto soltanto a tavola.

bottom of page